Nuovo in Svizzera: che cosa l’aspetta sul fronte fiscale
Nessuno le manderà una dichiarazione d’imposta il primo anno, ed è proprio questo a disorientare. Ecco come l’imposta viene prelevata dal suo salario, che cosa cambia un arrivo a metà anno, e in quale momento il regime cambia senza chiederle il parere.
Aggiornato il 2026-08-17
È appena arrivato, ha un contratto e un permesso B. Sulla sua prima busta paga figura una riga «imposta alla fonte» che nessuno le ha spiegato, e nessuna amministrazione le chiede alcunché. È normale: in Svizzera, l’imposta di un titolare di permesso B è prelevata dal datore di lavoro, mese dopo mese.
Non è un’imposta riservata agli stranieri. È la stessa imposta federale, cantonale e comunale sul reddito che pagano i residenti svizzeri — cambia soltanto il modo di riscuoterla. Il confronto dei due regimi illustra il meccanismo; questa pagina tratta del suo primo anno.
Il permesso B la colloca alla fonte
È imposto alla fonte ogni salariato domiciliato in Svizzera che non possieda un permesso di domicilio (permesso C) e che non sia coniugato con una persona di nazionalità svizzera o titolare di un permesso C. Il permesso B, il permesso L e il permesso F rientrano tutti in questo regime.
Il suo datore di lavoro applica una tariffa pubblicata dal suo cantone, trattiene l’importo corrispondente e lo versa all’amministrazione. La tariffa dipende da soli quattro parametri:
- L’importo del salario lordo del mese, comprese le gratifiche e la tredicesima versate quel mese.
- Il suo stato civile, e il fatto che il coniuge eserciti o meno un’attività lucrativa.
- Il numero di figli a carico che danno diritto agli assegni familiari.
- La sua appartenenza a una chiesa riconosciuta dal cantone, là dove l’imposta di culto è prelevata alla fonte.
Il codice della tariffa figura sulla sua busta paga: una lettera, una cifra, poi un’ultima lettera. Vale la pena verificarlo fin dal primo mese — un errore costa qui più che altrove, perché si ripete dodici volte.
| Codice | Situazione |
|---|---|
| A | Persona sola: celibe o nubile, divorziata, separata o vedova, senza figli a carico. |
| B | Coppia coniugata in cui uno solo dei coniugi esercita un’attività lucrativa. |
| C | Coppia coniugata in cui entrambi i coniugi esercitano un’attività lucrativa. |
| H | Persona sola che vive in economia domestica comune con figli a carico. |
| 0 a 9 | La cifra indica il numero di figli considerati nella tariffa. |
| N o Y | Senza (N) o con (Y) imposta di culto. Diversi cantoni romandi non la prelevano alla fonte e hanno dunque soltanto la variante N. |
Il suo primo anno è incompleto
Se è arrivato in maggio, ha percepito solo otto mesi di salario. L’amministrazione non la tassa per questo come se avesse guadagnato un reddito annuo ridotto: per determinare l’aliquota, riporta il suo salario a dodici mesi. È tassato su quanto ha effettivamente guadagnato, ma all’aliquota che corrisponderebbe a un anno intero.
La regola è logica — senza di essa, ogni nuovo arrivato beneficerebbe di un’aliquota artificialmente bassa — ma sorprende, e ha tre conseguenze pratiche.
- La soglia che rende la tassazione ordinaria obbligatoria, fissata a CHF 120'000 di reddito lordo, è anch’essa valutata su un reddito riportato a dodici mesi. Un salario elevato su otto mesi può superare la soglia.
- I redditi non periodici — un bonus d’ingresso, una gratifica unica — non sono convertiti: contano tali e quali.
- Le deduzioni sociali, quelle legate alla sua situazione familiare, sono invece concesse in proporzione alla durata dell’assoggettamento.
I forfait legati ai giorni lavorati seguono la stessa logica: le spese di pasti e trasporto di un anno iniziato in maggio valgono otto mesi, non dodici. Il pilastro 3a, invece, sfugge a questa proporzione — il limite annuo resta intero non appena abbia percepito un reddito soggetto all’AVS. È una differenza utile il primo anno, dettagliata in la guida del pilastro 3a.
Le prime settimane, nell’ordine
- 01
Annunci il suo arrivo al comune
Entro quattordici giorni e prima di iniziare a lavorare, presso il controllo abitanti. È questa iscrizione a fissare il suo domicilio fiscale, dunque il suo cantone e il suo comune d’imposizione.
- 02
Comunichi la sua situazione al datore di lavoro
Stato civile, attività del coniuge, figli, confessione. È su questa base che sceglie la tariffa, e non indovina nulla.
- 03
Stipuli un’assicurazione malattia
Obbligatoria entro tre mesi dall’arrivo, con effetto retroattivo a tale data. I premi si deducono solo parzialmente, e soltanto nella tassazione ordinaria.
- 04
Verifichi la prima busta paga
Il codice della tariffa, il numero di figli, il cantone. Un errore individuato in febbraio si corregge; lo stesso individuato in dicembre richiede una procedura.
- 05
Conservi tutto
Buste paga, contratto, attestazione di alloggio, fatture di trasporto. Forse non ne avrà bisogno — e se ne avrà bisogno, sarà un anno dopo.
Quando il regime cambia senza chiederle il parere
Tre eventi pongono fine all’imposizione alla fonte, e due di essi non dipendono da lei.
| Evento | Effetto | Da quando |
|---|---|---|
| Ottenimento di un permesso C | Fine dell’imposizione alla fonte, tassazione ordinaria per l’intero periodo fiscale | Il mese successivo al rilascio |
| Matrimonio con una persona svizzera o titolare di un permesso C | Fine dell’imposizione alla fonte per la coppia | Il mese successivo al matrimonio |
| Reddito lordo annuo superiore a CHF 120'000 | Tassazione ordinaria ulteriore obbligatoria, e mantenuta in seguito | Dall’anno in cui la soglia è superata |
Il permesso C si ottiene di regola dopo dieci anni di soggiorno, cinque per i cittadini di Stati legati alla Svizzera da un accordo di domicilio. Noti la sfumatura del terzo caso: la tassazione ordinaria ulteriore obbligatoria non cessa se il suo reddito ridiscende l’anno successivo. Una volta entrato, vi resta fino alla fine del suo assoggettamento alla fonte.
Il calendario della prima dichiarazione
Se decide di chiedere la tassazione ordinaria, o se vi è costretto, il primo anno segue un calendario serrato. Nulla comincia prima di gennaio.
- 01
Gennaio – febbraio: il certificato di salario
Il suo datore di lavoro glielo consegna. Riporta il salario netto e il totale dell’imposta trattenuta — si veda come leggerlo.
- 02
Febbraio – marzo: la stima
Confronti quanto avrebbe pagato con la tassazione ordinaria e quanto è stato trattenuto. Un arrivo a metà anno, un trasloco o un alloggio distante pesano molto.
- 03
Entro il 31 marzo: la domanda
Termine di perenzione, senza proroga né recupero. Passata questa data, l’anno è chiuso definitivamente.
- 04
Primavera: i codici d’accesso
Il cantone conferma e le invia le credenziali della dichiarazione ordinaria. Calcoli qualche settimana.
- 05
Poi: la dichiarazione, quindi la decisione
Il termine di consegna figura sul documento e si prolunga in genere su richiesta. La decisione di tassazione, invece, arriva diversi mesi più tardi, talvolta oltre un anno.
La procedura completa, cantone per cantone, figura su la pagina dedicata.
Gli errori del primo anno
- Credere che il silenzio dell’amministrazione significhi che va tutto bene. Nessuna lettera la avviserà che la trattenuta è troppo elevata: tocca a lei verificarlo.
- Attendere il secondo anno per occuparsene. Ogni anno si chiede entro il proprio termine, e nulla si recupera dopo il 31 marzo.
- Chiedere la tassazione ordinaria per riflesso. È irreversibile e impegna gli anni successivi — si vedano i casi in cui costa denaro.
- Dimenticare di annunciare un cambiamento di situazione. Nascita, matrimonio, separazione, attività del coniuge: ciascuno modifica la tariffa, e il datore di lavoro lo apprende solo se glielo dice.
- Versare al pilastro 3a credendo che la trattenuta scenda. Non si muoverà: la deduzione esiste solo nella tassazione ordinaria.
Domande frequenti
Devo compilare una dichiarazione d’imposta il primo anno?
No, salvo che il suo reddito lordo superi la soglia dei CHF 120'000 o che chieda lei stesso la tassazione ordinaria ulteriore. L’imposta alla fonte salda la sua situazione senza alcuna pratica da parte sua.
Ho traslocato in un altro cantone durante l’anno. Quale mi tassa?
La trattenuta segue il suo cantone di domicilio nel corso dell’anno. Per una tassazione ordinaria, la competenza spetta in linea di principio al cantone in cui è domiciliato alla fine del periodo fiscale, mentre l’altro gli trasferisce gli importi già prelevati.
I miei redditi del paese d’origine sono interessati?
La trattenuta alla fonte riguarda soltanto il salario svizzero. Nella tassazione ordinaria, invece, i suoi redditi e la sua sostanza mondiali entrano nella dichiarazione: generalmente non sono imponibili in Svizzera, ma innalzano l’aliquota applicata al reddito svizzero.
Il mio datore di lavoro ha applicato la tariffa sbagliata. Che fare?
Lo segnali immediatamente per il futuro, e presenti una domanda di rettifica dell’imposta alla fonte all’amministrazione cantonale per l’anno trascorso. Il termine è lo stesso della TOU, ma la rettifica non impegna gli anni successivi.
Riparto dalla Svizzera prima della fine dell’anno. Che cosa succede?
Il suo assoggettamento cessa con la partenza, e l’imposta resta dovuta per il periodo lavorato. Se valuta una tassazione ordinaria, regoli la questione prima di partire: diversi cantoni chiedono che la domanda accompagni l’annuncio di partenza, e le pratiche a distanza sono più gravose.
Dove trovare i testi ufficiali?
Il portale dell’Amministrazione federale delle contribuzioni dedica una sezione all’imposta alla fonte, e la circolare n. 45 ne dà il dettaglio tecnico. La sua amministrazione cantonale pubblica inoltre ogni anno le proprie tariffe e i propri moduli.
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